Con il nome di Atlantide
si indica comunemente
una leggendaria isola (o
continente) che si
trovava, secondo la
maggior parte delle
teorie al riguardo, nel
mezzo dell'oceano
Atlantico e sarebbe
stata distrutta da un
terremoto o da un
maremoto in seguito alla
caduta di un grosso
meteorite tra i
diecimila e i
quindicimila anni fa. Il
nome deriva da Atlante,
il mitologico gigante
che reggeva sulle sue
spalle il mondo intero e
che governava l'Oceano.
Ne riferisce Platone nei
suoi dialoghi Timeo e
Crizia.
Le ipotesi
sull'effettiva
collocazione di
Atlantide sono svariate.
Se è vero che Platone
nei suoi due dialoghi
parla esplicitamente di
"un'isola più grande
della Libia e dell'Asia
messe insieme" oltre le
Colonne d'Ercole (ovvero
lo Stretto di
Gibilterra)", alcuni
studiosi, vista
l'effettiva difficoltà
nell'immaginarsi
un'isola-continente
nell'Oceano Atlantico
scomparsa in breve tempo
senza lasciare pressoché
nessuna traccia, hanno
scelto collocazioni
alternative. Dapprima si
è pensato all'America,
che in effetti è un
continente in mezzo
all'Oceano (Atlantico)
che però ai tempi di
Platone non era per
nulla conosciuto e che,
per quanto se ne sappia,
non ha conosciuto
cataclismi recenti.
Altri hanno pensato al
deserto del Sahara, che
in un periodo passato
potrebbe essere stato
fertile e ospitare molte
persone, ma la
descrizione di Platone
non trova molte
corrispondenze.
Alcuni hanno voluto
vedere in alcune mappe
risalenti al Medioevo la
rappresentazione di
Atlantide nell'estremo
sud, proprio dopo la
Terra del Fuoco, fra
l'America meridionale e
l'Antartide. Secondo
costoro infatti è
probabile che
l'Antartide, un tempo
terra fertile e
rigogliosa (cosa
risalente però a vari
milioni di anni fa) sia
stata la sede di
Atlantide. Altri
tuttavia vedono nelle
stesse mappe solo delle
grossolane
rappresentazioni
dell'America. Infine
altri ancora la
identificherebbero con
un altro leggendario
continente perduto,
Lemuria, situato fra
l'Africa e l'India.
Altri collocano la
mitica isola non
nell'Oceano ma più
vicino, nel
Mediterraneo.
Una tra le teorie più
singolari, studiata e
approfondita nella prima
metà del XX secolo,
sostiene che il mito di
Atlantide non sarebbe
altro che la memoria,
deformata e ingigantita,
della civiltà cretese (o
della Civiltà minoica),
che scomparve
misteriosamente nel 1450
a.C. circa, in
circostanze non ancora
ben chiarite. La causa
potrebbe essere
l'esplosione del vulcano
dell'isola di Thera,
attualmente Santorini,
che provocò lo
sprofondamento parziale
dell'isola e giganteschi
terremoti: l'esplosione
di Thera avrebbe
propagato nel
Mediterraneo un'onda
anomala (si ipotizza
dell'altezza di 1500 m e
dalla velocità di circa
300 km/ora).
Una teoria analoga è
stata avanzata più
recentemente dal
giornalista italiano
Sergio Frau nel suo
libro Le colonne
d'Ercole (2002). Le
colonne di cui parla
Platone andrebbero in
realtà identificate con
il canale di Sicilia,
dunque l'isola di
Atlantide sarebbe in
realtà identificabile
con la Sardegna. Il
popolo che edificò i
nuraghi coinciderebbe
con il misterioso popolo
dei Šardana o Šerden,
citati tra i "popoli del
mare" che secondo le
cronache degli antichi
egizi tentarono di
invadere il Regno
d'Egitto. Alcuni Šardana
sarebbero quindi
emigrati nella penisola
italica, dove avrebbero
dato origine alla
civiltà etrusca.
Recentemente si è fatta
strada un'altra
possibilità: Atlantide
si troverebbe in Spagna,
precisamente in
Andalusia, vicino
Cadice. È l'opinione
dello studioso tedesco
Rainer Kuehne che si
avvale di rilevazioni
satellitari, attribuite
però a Georgeos
Dìaz-Montexano. Qualcosa
combacia, come la forma
delle strutture rilevate
e l'ambientazione vicino
a montagne (in questo la
Sierra Morena e la
Sierra Nevada), come da
descrizioni di Platone,
in cui sono anche
presenti ricche miniere
di rame. Tuttavia, se
avesse ragione Kuehne,
non si tratterebbe di
un'isola, come vuole
tradizione, e le
dimensioni dal satellite
non combaciano con
quelle di Platone.
Comunque sia, ovunque la
si voglia situare,
Atlantide affascina
soprattutto per i miti
che avvolgono il suo
popolo e la sua fine.